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Affitti brevi a Venezia in crescita: dal Comune arriva l’iniziativa “blocca alberghi”

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03.10.2026

Tutto è cominciato da un materasso gonfiabile. A terra. Quello che Brian Chesky e Joe Gebbia affittano per la prima volta nel loro appartamento a San Francisco. Era il 2007, così è nato Airbnb. A Venezia, oggi nella top 20 delle città italiane per numero di annunci (indagine Federalberghi), dieci anni dopo, il Consiglio comunale ha approvato la delibera “blocca alberghi”. Un tentativo di proteggere la residenzialità, vietando l’apertura di nuove strutture ricettive alberghiere nella sola città antica.

A febbraio di quest’anno, la Rete Solidale per la Casa ha chiesto al Comune di estendere il veto a tutto il territorio comunale, Mestre inclusa, a causa del continuo aumento degli affitti brevi e dei posti letto turistici. Un fenomeno esploso nell’ultimo decennio, tale da attrarre in laguna grandi compagnie interessate a farne un business.

Nel report Federalberghi, due annunci su tre hanno la stessa matrice, arricchiscono cioè la stessa fonte. E a Venezia, la situazione non cambia. Per dare un’idea, il contatore dei posti letto turistici dell’Osservatorio Civico sulla casa e la residenza (Ocio), inaugurato ad aprile 2023, ne contava 44.484. In 5 mesi ha registrato un 1.097, e a venerdì 2 ottobre segnava la cifra 52.704. Parallelamente, il 21 settembre, dall’anagrafe della popolazione residente risultavano 47.239 veneziani nella città........

© La Nuova di Venezia