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L’Avana: la capitale del dolore e della nostalgia

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06.08.2026

L’isola di Cuba ha ancora impresso nella sua contemporaneità i suoi passati “corrotti fasti”, ma esistevano, rappresentati simbolicamente anche dalle lussuose macchine di fabbricazione americana degli anni Quaranta-Cinquanta, come Buick, Cadillac, Chevrolet, Ford; un retaggio dell’epoca nella quale l’isola veniva considerata, soprattutto dai “pensatori” della Rivoluzione castrista, poi comunista-filosovietica, il “bordello degli Stati Uniti”. Un periodo definito immorale e “postribolario” dalla retorica rivoluzionaria di Fidel Castro e Ernesto Che Guevara, concetto utilizzato politicamente e anche storiograficamente, per delineare quanto la Rivoluzione castrista (1959), avesse agito sul miglioramento etico della sua capitale, L’Avana, e di tutta Cuba, eliminando il dittatore Fulgencio Batista, uomo lì posto da Washington. Niente di più illusorio a medio termine. Oggi, dopo il passaggio di governo da un “Castro” all’altro, e dal 2018 a quello di Miguel Díaz-Canel, quelle vetture emblema del “bordello” sono considerate reliquie e quando possibile curate, ripristinate e ostentate, nel ricordo di un periodo, per i cubani di oggi, che richiama forti tendenze nostalgiche.

Ricordo che la guerra d’indipendenza cubana iniziò nel 1895, e nel 1898 gli Usa intervennero; un conflitto tra cubani legati alla patria, contro i cubani legati alla Monarchia spagnola. L’intervento americano si basava sulla necessità di salvaguardare l’indipendenza........

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