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Venezia 83, giorno 9. NAZA agghiacciante Sorpresa Pariser, uno Scherzetto leggero

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11.09.2026

Siamo quasi al traguardo. Mancano ancora un film italiano (Bechis) e l’ultimo lavoro di Ali Asgari: difficile per entrambi forse inserirsi nella lotta per il Leone. Nel frattempo sono arrivati il film più atteso (NAZA) e una sorpresa francese, rispetto alle aspettative.

Su NAZA non è facile esprimere un parere, senza essere fortemente condizionati dal contenuto. In realtà questo non dovrebbe essere un problema, ovviamente. Ma è palese che questo possa accadere e vale anche per le giurie. Lo è stato anche l’anno scorso per “La voce di Hind Rajab”, che vinse il Gran Premio: lì la voce vera della bambina accerchiata in auto era inserita in un contesto comunque finzionale, che ne agevolava un tot di emozione costruita dalla sceneggiatura; ora invece il documentario degli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor è agghiacciante proprio nella sua forma diretta e reale, declinando in modo quasi asettico e distaccato, senza forma di alcun pentimento (a parte qualche timido caso), le responsabilità pratiche e morali del massacro in atto a Gaza. Siamo sui tetti di Tel Aviv, dove vengono intervistati alcuni dei tecnici e degli esecutori dei bombardamenti sulle case palestinesi. Raccontano, nei dettagli, la loro esperienza nelle Forze di Difesa Israeliane: come si individuavano i bersagli,........

© Il Gazzettino