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La guerra asimmetrica tra jihadismo e civiltà

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Chi considera come il fattore più pericoloso nell’attuale scenario internazionale sia, per la sua dimensione omicida -apocalittica, il regime degli ayatollah iraniano, si interroga ogni giorno sul perché gli Stati Uniti non facciano una mossa più audace per mettere con le spalle al muro i pasdaran e le altre congreghe di assassini che circolano a Teheran. Perché non si possa mandare una squadra di marine e di tecnici a sequestrare l’uranio arricchito a Isfahan? E, se è troppo difficile questa operazione, perché non si riesca a inviare almeno un po’ di truppe a occupare l’isola di Kharg cuore della produzione petrolifera dell’ex Persia? Il Wall Street Journal riportando discussioni avvenute su Kharg tra Pentagono e Casa Bianca, scrive come negli ambienti più influenti dell’amministrazione Trump si consideri che i militari depositati nel centro di produzione petrolifero finirebbero per diventare delle sitting ducks, espressione americana (anatre sedute) per descrivere un bersaglio troppo facile. Già venti anni fa il generale Niccolò Pollari, allora capo del Sismi, spiegava durante la presentazione di un libro, come gli occidentali non avrebbero mai vinto in Afghanistan perché i talebani avevano un culto della morte e un’indifferenza rispetto all’opinione pubblica contro la quale un esercito regolare guidato da principi civili non avrebbe mai........

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