La rettrice Lippiello lascia: «Ho aperto una strada, che peccato non vedere altre candidate donne»
«Peccato non ci fossero candidate a rettrice nell’ultima tornata elettorale. C’è ancora molto da fare se conciliare vita privata e incarichi professionali in prima linea spaventa le colleghe. Dobbiamo osare di più». Completo elegante rosa antico e, nella voce, una velata emozione, la rettrice Tiziana Lippiello tira le fila di sei anni alla guida dell’Università Ca’ Foscari. Prima donna a rivestire questo ruolo nella storia dell’ateneo veneziano, nel 2020 staccò al ballottaggio Monica Billio dopo essersi lasciata alle spalle tre candidati uomini. «Se non altro», dice scuotendo la testa, «ho aperto una strada».
Insediata in piena pandemia, dal primo ottobre 2020, ha cominciato la sua avventura di rettrice in salita?
«È stato oltremodo complesso, non c’è dubbio. Credo, però, di poter dire che il Covid fin da subito abbia rappresentato per me e per tutta la squadra di dirigenti e prorettori uno sprone a riportare gli studenti in classe. Quei mesi sono stati l’occasione per ripensare la qualità della didattica in presenza, valorizzandola. E per cogliere e declinare gli aspetti positivi del lavoro da remoto, in ottica di un maggiore equilibrio, riscontrato in seguito anche dal personale tecnico amministrativo. Il Pnrr, inoltre, è........
