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Groenlandia, analisi geopolitica e militare di Orio Giorgio Stirpe

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20.01.2026

Il colonnello Orio Giorgio Stirpe ormai da tempo fornisce analisi molto lucide su diversi scacchieri bellici, basate su dati oggettivi e non su griglie ideologiche preconcepite. Queste analisi meriterebbero l’attenzione della stampa e della televisione, perché sostituire nei talk show o nei Tg l’incompetenza dimostrata dai vari Alessandro Barbero, Carlo Rovelli, Alessandro Orsini etc. con un analista finalmente competente e non urlante, sarebbe un passo molto importante per la cultura politica della popolazione italiana.

Nei giorni scorsi Orio Giorgio Stirpe ha fatto chiarezza sulla reale possibilità da parte di Russia e/o Cina di “sbarcare” in Groenlandia.
L’isola ha 56mila abitanti soltanto ed è parte autonoma della Danimarca, dalla quale i groenlandesi vorrebbero separarsi, ma senza fretta, tanto che non vogliono sentir parlare di referendum. Scrive  Stirpe che lo standard di vita scandinavo cui sono abituati e alcune facilitazioni (per esempio la libertà di pesca data alla popolazione inuit, o i fondi comunitari della Ue) sono ineludibili.
Di recente aziende cinesi hanno avuto modo di ricavare Terre rare nell’isola, ma poi sono state espulse perché troppo invasive, per il loro l’impatto ambientale in un territorio così particolare.

Orio ricorda che: “La Groenlandia è a tutti gli effetti nella Nato e, in quanto tale, il suo territorio ricade – come il Canada – sotto la responsabilità del Comando per la Difesa del Nord America, essenzialmente gestito dagli Usa, e ospita [già] installazioni della Difesa Spaziale e anti-balistica americana (la famosa base di Thule/Pituffik, ma anche altre installazioni al momento disattivate per decisione americana)”.

L’analisi poi passa al contesto sbandierato da Trump su possibili “invasioni” dell’isola soft o armate: “Nel corso della Guerra Fredda l’Urss manteneva una “Flotta del Nord” basata nell’Artico sovietico… (ed era in grado) di contrastare la Us Navy in Atlantico (...), con l’obiettivo in caso di guerra di impedire il traffico commerciale e logistico fra America ed........

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