Livorno piange Giovanni Di Batte, il pittore che ha dipinto il ciclismo
Livorno piange Giovanni Di Batte, il pittore che ha dipinto il ciclismo
Grazie al talento è riuscito a legare per una vita le sue due grandi passioni. Era diventato amico di molti campioni, a cominciare da Gimondi, Moser e Ballerini
LIVORNO. È morto stasera (18 settembre), in ospedale a causa di una malattia rara che in appena un mese ne ha consumato le forze, Giovanni “Giò” Di Batte, pittore livornese conosciuto ben oltre i confini cittadini e legato per una vita intera a due passioni che per lui finivano quasi per coincidere: l’arte e il ciclismo. Aveva 82 anni. Da domani (19 settembre) la salma sarà trasferita nella stanza mortuaria dell’ospedale; al momento in cui scriviamo non sono ancora stati fissati il giorno e l’orario dei funerali. Con Di Batte se ne va una figura che per decenni ha attraversato il mondo dell’arte con curiosità, libertà e una capacità quasi ostinata di emozionarsi davanti a una tela bianca. È soprattutto questo il tratto che la moglie Roberta vuole resti nel ricordo dell’uomo col quale ha trascorso una intera esistenza; la pittura continuava a dargli la stessa gioia e lo stesso entusiasmo degli inizi, anche negli ultimi anni, quando trasferte e impegni erano diventati più faticosi. Dipingere non era mai diventato un mestiere da ripetere, ma un modo per cercare ogni volta qualcosa di nuovo. Nato il 18 aprile 1944 a Lucca, dove la famiglia livornese si trovava sfollata durante la guerra, Di Batte era figlio di Mario, calzolaio e appassionato d’opera, ed era cresciuto con sei fratelli. Il talento........
