Quattro giorni a Pisa: il Tuttomondo di Keith Haring arriva sul grande schermo
Alle tre del mattino, dal balcone dell'albergo di fronte, Keith Haring vedeva ancora arrivare persone. Si fermavano davanti al muro, lo guardavano, ne parlavano. «È la prima volta che dipingo un murale abitando proprio dall'altra parte della strada - racconta l'artista davanti alla macchina da presa - La mattina, appena sveglio, la prima cosa che vedo è il muro. La sera, l'ultima». È il giugno del 1989 e la parete è quella laterale del convento di Sant'Antonio Abate, a pochi passi dalla stazione di Pisa. Quelle immagini tornano ora al pubblico. Giovedì 1° ottobre alle 18, all'Auditorium del Complesso di San Micheletto, il Lucca Film Festival presenta in prima mondiale la versione integrale di Tuttomondo, il documentario prodotto da Andrea De Gioia e diretto da Andrea Soldani, all'interno della rassegna "Arte e Musica sul Grande Schermo". Il film, già mostrato nel 2025 in una proiezione privata a New York presso The Center, storico punto di riferimento della comunità LGBTQ , racconta la nascita dell'ultima grande opera pubblica permanente di Haring. Praticamente un manifesto del suo pensiero e dei diritti che lo hanno sempre visto schierato.
Dal Greenwich Village a Sant'Antonio
La storia comincia nell'inverno del 1987 nel Greenwich Village. Roberto e Piergiorgio Castellani, padre e figlio, imprenditori di Pontedera, incontrano per caso Haring e gli propongono un grande murale in Toscana. L'idea........
