Sull’Arca di Jovanotti: “Mi sono identificato in Noè che sente una voce interiore dirgli: fai vivere” /
Enzo Fileno Carabba, autore del romanzo L’arca di Noè (Ponte alle Grazie 2025), e Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che ha iniziato a Olbia il suo tour estivo “L’Arca di Lorè“
Articolo: Jovanotti, via al tour: la “barchetta“ a pedali è partita da Olbia. Scaletta, ospiti, il video con Francesca Fagnani
“Sono inciampato nel tuo libro e l’ho divorato”. Letto, riletto, consigliato e regalato. Al momento di prendere il largo con la sua “Arca di Lorè“, Jovanotti si confronta in videocall con lo scrittore Enzo Fileno Carabba, autore di quel L’arca di Noè (Ponte alle Grazie) che durante i preparativi di questo nuovo tour ha fatto da detonatore alle sue straripanti fantasie di ragazzo fortunato. “L’ho incrociato in un momento in cui cercavo una cornice narrativa per impostare il lavoro” racconta Lorenzo a proposito del volume, uscito l’anno scorso. “Mi ci sono ritrovato molto già in quella frase di Borges che dice “Si era, come sempre, alla fine del mondo“ messa in esergo, anche se con una traduzione un po’ libera (“eravamo, come sempre, alla fine dei tempi” dice, infatti, il celebre incipit del racconto La scrittura del Dio inserito dal pure nel video che apre lo show - ndr)”.
Carabba: “Vero, perché a me le traduzioni piacciono sempre leggermente sbagliate”.
Jovanotti: “Sono d’accordo con te, e probabilmente lo sarebbe pure Borges che amava gli errori, le rapsodie, i giri di parole. Il libro è molto bello e pieno di coincidenze: Quando sale sull’arca, Noè ha 600 anni, io ne ho quasi 60, quindi come se fossimo coetanei alla seconda”.
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Jovanotti: “Noi che facciamo questo lavoro siamo tutti un po’ matti, così io mi ci sono proprio identificato in questo personaggio che, mentre costruisce l’Arca, sente questa voce interiore che gli dice “fai vivere“. La trovo una metafora appropriata per le pulsioni dell’arte. Pure Matisse, affrescando la Cappella del Rosario a Vence, nel sud della Francia, alla domanda “Lei crede in Dio“, rispose: “Sì, quando lavoro. Perché quando lavoro io sono Dio“. Insomma, pure lui era un po’ Noè. Quella dell’arca è una delle storie fondamentali dell’umanità, perché parla di salvezza. Perché hai scritto un libro così? Pure tu avverti tempi da catastrofe imminente?”
Carabba: “Mi piaceva l’idea di questi animali incolonnati, che avvertono qualcosa d’incombente, di catastrofico, e cercano la salvezza assieme. Catastrofe significa “rovesciamento” e loro lo percepiscono prima. Ecco perché sono legato........
