menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Il Leone apre a Mps e cambia il gioco: ora a Lovaglio basta resistere

17 0
30.08.2026

Da sinistra: Luigi Lovaglio (Mps); Carlo Messina (Intesa Sanpaolo); Carlo Cimbri (Unipol); Philippe Donnet (Generali)

Articolo: Mps difende il suo piano: “Decisione in autonomia, su Banca Generali nessun conflitto d’interessi”

Articolo: Mps, il cda di Generali studia l’Ops. “Disponibili a valutare l’offerta”

Articolo: Mps, Lovaglio difende l’offerta: "Il mio piano è stato travisato"

Articolo: Mps, Banco Bpm resta a guardare: “Offerta senza premi, valuteremo”

In fondo la finanza ha la stessa grammatica della diplomazia: ciò che si dice fissa le posizioni, ciò che si tace apre il negoziato. Il Leone non ha detto sì alla proposta con cui Mps vuole rilevare Banca Generali in cambio di azioni del Monte, ma si è ben guardato dal dire no. Parafrasando il comunicato diffuso da Trieste dopo il consiglio di giovedì: l’offerta di Lovaglio viene definita “non sollecitata né concordata”; il Leone si dichiara tuttavia disponibile a valutarla e riconosce che prospetta “una collaborazione industriale” più ampia.

Per capire quanto queste poche righe pesino, serve considerare un’asimmetria che la Borsa nasconde: il piano di Messina è più semplice, più eseguibile, più immediatamente monetizzabile, ma può realizzarsi solo se Intesa raccoglie abbastanza adesioni da conquistare il controllo di Mps. L’offerta........

© Quotidiano