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Il quadro a tre scene che va da Pechino fino a Londra e Roma

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14.05.2026

A volte basta un solo giorno per capire chi siamo, dove siamo e dove andiamo.

Questo è un quadro in tre scene. I protagonisti sono tre leader.

Prima scena, Pechino. Donald Trump scende dall’Air Force One con una delegazione che vale tredici trilioni di dollari di capitalizzazione (quasi 12mila miliardi di euro) — tra loro, ci sono Jensen Huang di Nvidia, Tim Cook di Apple, Elon Musk con SpaceX che non è ancora quotata in borsa ma vale già più dell'intera economia di molti Paesi europei. Non sono venuti a fare turismo.

Parleranno del futuro dell’ordine mondiale con il presidente cinese Xi Jinping. Trump è il presidente, la sua delegazione è l’arma più potente della nazione americana, il capitale. Il messaggio a Pechino è scritto in dollari, si chiama mercato, compra e vende a Wall Street, è scambiato in tutte le piazze mondiali. È un gioco che pratica anche la Cina, a suo modo, senza libertà.

Seconda scena, Westminster. La leader dei Tories, Kemi Badenoch, si alza in aula e si rivolge a Keir Starmer - il premier che più di ottanta suoi deputati vogliono defenestrare prima dell'estate e dice quello che tutti nel Labour sanno e non hanno il coraggio di ammettere: il primo ministro è «in office but not in power». Va a Downing Street, ma le sue carte sono esaurite. Ventiquattro inversioni di rotta nel primo anno parlamentare, dal «winter........

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