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Il carnefice che fa la vittima

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25.09.2026

Sentire la sera del 23 settembre, di sfuggita, i telegiornali italiani sul discorso del presidente del regime iraniano all’Assemblea generale dell’Onu ha fatto sì che, nel mio incontro onirico con il ministro degli Esteri italiano Antonio Taiani, mi lamentassi dei tg sul discorso di Pezeshkian. Mentre Tajani mi ascoltava con occhi increduli, mi sono svegliato dal richiamo della mia gatta, Tilè, che ogni mattina all’alba mi viene a salutare. Forse la stampa italiana avrebbe potuto dedicare uno spazio alla manifestazione di decine di migliaia di iraniani che protestavano contro la presenza della delegazione di una dittatura al Palazzo di Vetro.

Ci vuole Sigmund Freud per interpretare il mio sogno, o forse no. Era il sogno prevedibile di chi aveva visto e ascoltato, in lingua originale, il discorso banale, vittimistico e pieno di balbetti ostentato dalla tribuna dell’Assemblea. Il presidente di un regime che ha massacrato decine di migliaia di persone nel proprio Paese, e dissidenti anche all’estero, infestando con i suoi proxy mezzo mondo, si è lamentato perché il suo regime è stato definito uno Stato terrorista. Gli orrori della guerra scatenata all’Iran dagli Stati Uniti d’America, guidati da un presidente bambino viziato e narcisista, e da........

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