Il dibattito sull'islam: quanto l’accademia è lontana dalla realtà
La lettura dello scambio di lettere tra l’onorevole Souad Sbai e il professor Michele Brignone e quella del testo dell’intervento del professore in Commissione Affari costituzionali inducono a riflettere: prima di tutto su quanto spesso l’accademia italiana si dimostri disattenta ai fatti, forse anche per scarsa disponibilità dei fondi necessari per svolgere ricerche sul campo. In certi casi è possibile che manchino anche gli strumenti. Bisogna aver studiato metodologia della ricerca, statistica e altre discipline per poter svolgere indagini, analizzare dati, capire se le ricerche e le analisi altrui sono fondate e attendibili.
Per questo si capisce e non si può che condividere l’invito dell’onorevole Sbai al professore: “venga a conoscere il territorio, venga nelle nostre realtà”. Peraltro è ingiusto accusare, come fa il professore, l’onorevole Sbai di aver usato forzature e scorciatoie per attribuirgli posizioni che non ha espresso e tesi che non ha formulato. Venendo a quelle, durante il suo incontro in Commissione Affari Costituzionali, il professore ha detto che considerare le moschee il luogo più frequente “di arruolamento di combattenti della Jihad appariva già anacronistico 11 anni fa e risulta ancora più opinabile oggi” perché i principali vettori non sono i luoghi di culto, ma gli ambienti virtuali.
Sorvolando su quelle virgolette al termine combattenti e sull’uso del femminile e della lettera maiuscola per........
