Guerra ibrida, la pace smontata pezzo dopo pezzo
Ursula von der Leyen e Donald Tusk in visita al confine orientale tra Polonia e Bielorussia (Fonte Commissione europea)
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Roma, 20 settembre 2026 – La pace non finisce per forza con una dichiarazione di guerra. La si può smontare pezzo dopo pezzo: un cavo sottomarino tagliato, un aeroporto in tilt, incursioni aeree indesiderate, l’ala di un cargo colpita da un drone che “per puro caso” non esplode. E ogni volta ciascuno si convince che il pezzo appena caduto non lo riguardi. Non sappiamo se chiamare guerra ciò che la Russia sta facendo all’Europa. Sappiamo però che proprio sull’incertezza delle parole Mosca ha costruito la spina dorsale della sua tattica. Pezzo dopo pezzo, appunto, e i pezzi hanno nomi e date. Il drone carico di esplosivo che il 4 agosto colpisce, senza detonare, un cargo ucraino a Lipsia: “Un attacco russo”, ufficializzerà il primo settembre Berlino.........
