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Come crolla il mito del digiuno intermittente

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17.02.2026

La perdita di peso associata a questo schema di alimentazione è sostanzialmente sovrapponibile a quella ottenuta con altre strategie dietetiche quando il deficit calorico complessivo è comparabile. L'analisi pubblicata nella Cochrane Database of Systematic Reviews

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Negli ultimi anni il digiuno intermittente ha assunto una visibilità crescente nel discorso pubblico sulla salute e sul controllo del peso, accompagnato da una serie di interpretazioni fisiologiche che gli attribuiscono proprietà specifiche legate alla scansione temporale dell’alimentazione. Una revisione sistematica pubblicata nella Cochrane Database of Systematic Reviews consente di valutare queste ipotesi alla luce di dati sperimentali costruiti per il confronto diretto tra strategie dietetiche diverse, cioè studi randomizzati e controllati in cui il digiuno intermittente viene posto accanto alla restrizione calorica tradizionale o all’assenza di intervento.

L’analisi ha incluso 22 studi clinici randomizzati, per un totale di 1.995 adulti con sovrappeso o obesità, nei quali sono state sperimentate forme differenti di digiuno intermittente, come il digiuno a giorni alterni, gli schemi settimanali 5:2 e l’alimentazione limitata a finestre temporali giornaliere. La durata massima........

© Il Foglio