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Tintoretto ha stregato Parigi

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25.09.2026

Gli occhi della Francia si sono posati sulla bellezza italiana, sulla pittura di Tintoretto. A Parigi, al Musée Jacquemart-André, dall’11 settembre al 24 gennaio 2027, una mostra raccoglie ed esibisce come tesori alcune delle opere più preziose e iconiche del grande veneziano: dalla Susanna e i vecchioni alla Leda e il cigno, dal Noli me tangere a La caduta di Fetonte, dal Miracolo di Sant’Agostino alla Danae. Un percorso espositivo allestito nelle sontuose sale del museo ottocentesco nel cuore dell'VIII arrondissement della capitale francese, attraversa l'arte e quella libertà del linguaggio pittorico del maestro éternel, sottratto al tempo della storia e restituito al nostro sguardo emotivo. Non è un caso, forse, che sia la Francia a farlo. Perché la storia della fortuna di Tintoretto ha qualcosa di paradossale, a ricordarlo è Melania Mazzucco, scrittrice, Premio Strega, la più autorevole studiosa contemporanea del pittore, alla cui opera ha dedicato anni di ricerca e un’autentica passione da cui sono nati Jacomo Tintoretto e i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana (Rizzoli), La lunga attesa dell’angelo (Einaudi), e il documentario Tintoretto. Un ribelle a Venezia: «Tintoretto ha una caratteristica curiosa: è stato molto più amato e capito all’estero che in Italia dove ha fatto più fatica a imporsi», racconta.

La fortuna internazionale dell’artista nasce già nell’Ottocento, in particolare proprio in Francia dove tra i suoi più sinceri ammiratori ha George Sand, Jean Paul Sartre che gli dedica un libro fondamentale e Manet. Perché dunque questo pittore così immenso ha incontrato in patria una fortuna più tormentata? La risposta passa anche attraverso la storia della critica: «Tintoretto ha avuto parzialmente avversi i due più importanti storici dell’arte italiani», osserva la Mazzucco, Vasari nel Cinquecento e Roberto Longhi nel Novecento, capaci entrambi di condizionare a lungo la ricezione accademica dell’artista. E così Tintoretto è rimasto come oscurato da Tiziano, e ciò ha rappresentato la ragione per cui studiarlo, ci confida la scrittrice, che avverte anche come la sua grandezza, non sia tuttavia facile nemmeno da ‘trasferire’ dentro una mostra perché le opere più importanti dell’artista sono inamovibili e si trovano a........

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