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L’Europa adulta che serve alla pace

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20.02.2026

Negli ultimi giorni il dibattito sul ruolo dell’Europa nel nuovo ordine mondiale ha ritrovato centralità anche grazie alle parole di Mario Draghi, pronunciate in un contesto segnato da conflitti aperti, competizione sistemica e ridefinizione degli equilibri globali. Con la consueta lucidità, l’ex presidente della Banca centrale europea ha affermato che l’ordine internazionale nel quale l’Unione ha prosperato è “finito” e che l’Europa non può più limitarsi a essere un grande mercato regolato, privo però di una coerente capacità politica e strategica.

È un passaggio che interpella in modo particolare le forze progressiste. Perché se è vero che il progetto europeo nasce come promessa di pace, cooperazione e progresso sociale, è altrettanto vero che quei valori non sopravvivono per inerzia. Hanno bisogno di istituzioni capaci di decidere, di investire, di proteggere.

Per troppo tempo l’Unione Europea si è concepita soprattutto come spazio economico: un mercato integrato, un laboratorio normativo, una comunità di diritto. Una costruzione straordinaria, ma incompiuta. L’illusione che la globalizzazione potesse neutralizzare la competizione tra potenze ha indotto molti a credere che le regole bastassero, che l’interdipendenza economica rendesse obsoleta la forza, che il commercio potesse........

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