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Il tram 26, Mattarella e quella nostalgia di una Milano “buona”

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07.02.2026

“Un tram chiamato desiderio” era il titolo di un famoso dramma firmato da Tennessee Williams, premio Pulitzer nel 1947. Quel titolo mi è venuto in mente l’altra sera guardando il video del presidente Mattarella che arrivava a San Siro in tram, per aprire le Olimpiadi. Due minuti come una favola. Il Duomo lucente sulla città buia. Un tram 26 giallo che passa dal Castello e via Manzoni, semivuoto. Piove. A bordo c’è solo un signore con i capelli bianchi. Poi salgono delle bambine asiatiche, ridenti. Poi, alla Scala,  si siedono gli orchestrali del Teatro, con le trombe e i sassofoni d’oro. Il tram corre nella città lucida di acqua e arriva a San Siro. Il presidente scende, il tranviere che lo saluta con un inchino è Valentino Rossi, il campione, e ha in testa il berretto della divisa che da tanto tempo non si vede più. Poi, il tram 26 riparte. Ma, a Milano la linea 26 non esiste.

Un tram che è un desiderio quindi, con quelle bambine immigrate che giocano e col signore dai capelli bianchi che si china a raccogliere loro una bambola caduta. Non è la Milano........

© Avvenire