Iran. Chi parla a nome dell’Europa?
Tempi in Cisgiordania
Newsletter e rubriche
Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico
Cristiani perseguitati
Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia
Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione
Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica
Cambiamenti climatici
Transizione ecologica
Transizione energetica
Scuola Educazione Parità scolastica
Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto
Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione
Comunione e Liberazione
Società Intelligenza artificiale Pensiero woke
Intelligenza artificiale
Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole
La preghiera del mattino
Il Deserto dei Tartari
Tentar (un giudizio) non nuoce
Libri in povere parole
Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025
Sfoglia Tempi digitale
Home » Blog » Iran. Chi parla a nome dell’Europa?
La preghiera del mattino
Iran. Chi parla a nome dell’Europa?
«I critici della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen definiscono la sua reazione alla guerra israelo-statunitense in Iran come l’ultimo esempio di “presa di potere” in politica estera, anche se i poteri diplomatici formali della Commissione sono limitati e gli stessi Stati membri stanno ancora cercando di capire come rispondere».
In una fase drammatica per il mondo, gli Stati membri dell’Unione Europea non sanno bene chi deve prendere posizione: von der Leyen? Kaja Kallas? Antonio Costa? O magari Roberta Metsola? Oppure gli Stati membri? Quel che esiste ancora dell’integrazione europea è meglio di niente, ma si deve riflettere molto bene sui passi che si devono e possono fare per evitare ulteriori sbandamenti. Di fatto la sovranità sulla politica estera è ancora degli Stati e quindi varrebbe la pena di agire come hanno proposto Mario Draghi in generale e Giorgia Meloni (quest’ultima in particolare sulla politica estera di fronte all’ennesima piroett...
“I morti non soffrono” e il western non muore mai
L’anomalo potere della magistratura iperpoliticizzata
Il problema del Labour stracciato dagli estremisti
Il problema di Milano è che Sala fa tutto tranne il sindaco
Iscriviti alla newsletter
Dichiarazione di accessibilità
Sfoglia Tempi digitale
Abbonati con carta di credito
Abbonati con bonifico/bollettino
Regala un abbonamento full
Regala un abbonamento digitale
