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La via crucis dei cristiani in Libano
«Ogni volta che c'è un bombardamento mia figlia viene da me e mi chiede se i suoi giocattoli sono stati distrutti e se la sua cameretta è ancora intatta. Ha 4 anni, è forte ed esorcizza così il trauma della guerra. Io, purtroppo, non ho una risposta da darle». Naji Abou Karam è un imprenditore cristiano di 42 anni. Vive da sempre nel villaggio di Kawzah, nel sud del Libano, ma da quando la guerra tra Hezbollah e Israele è esplosa di nuovo, a inizio marzo, è stato costretto a fuggire ancora più sud, nel villaggio cristiano di Rmeish, a un tiro di sasso dal confine con Israele. Nella precedente guerra tra lo Stato ebraico ed Hezbollah in Libano, iniziata l'8 ottobre 2023 e terminata, almeno in teoria, il 27 novembre 2024, la casa di Karam è stata pesantemente danneggiata dalle bombe. Lui l'ha ricostruita, ma ora è stata distrutta di nuovo. «Durante l'ultima guerra il 60% delle abitazioni del nostro villaggio è andata distrutta», dichiara a Tempi. «Ora il 90% di Kawzah è raso al suolo e i...
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