Il fallimento della politica e il “chi me lo fa fare?”
Se il progetto annunciato dalla giunta Fico dovesse diventare realtà, la scena potrebbe essere questa. Antonio ha venticinque anni. Non è un fannullone. Non è uno che aspetta il bonifico del mese. È un ragazzo normale. Un’azienda della sua zona gli offre un posto in produzione. Contratto regolare. Stipendio previsto dal contratto collettivo. Tredicesima. Contributi. Una prospettiva stabile. Antonio non risponde subito. Torna a casa, prende un foglio e una penna. Da una parte scrive lo stipendio. Dall’altra comincia un elenco.Assegno di Inclusione. Assegno Unico. Bonus sulle bollette. Esenzioni. Agevolazioni legate all’Isee. E, se il progetto sarà confermato, altri cinquecento euro del nuovo reddito regionale. Poi torna sulla colonna del lavoro. Comincia a sottrarre il costo per raggiungere la fabbrica, quello che spenderà ogni giorno e, soprattutto, una parte dei benefici che, lavorando, potrebbe perdere.Alla fine guarda le due colonne. E pronuncia la frase che nessun presidente di Regione dovrebbe mai sentirsi rivolgere. «Chi me lo fa fare?» Il punto è che Antonio non sta........
