L’Europa difenda la sua forza industriale che dà lavoro
La proposta avanzata dal governo italiano in sede europea di introdurre strumenti di maggiore flessibilità per affrontare la nuova emergenza energetica apre una discussione che va ben oltre il dibattito tecnico sui conti pubblici. In gioco non c’è soltanto una scelta economica. C’è il modello di Europa che vogliamo costruire nei prossimi decenni.Viviamo una stagione storica nella quale energia, industria, sicurezza economica e stabilità sociale sono ormai elementi strettamente connessi tra loro. Pensare di affrontare questo scenario con categorie nate in una fase geopolitica completamente diversa rischia di indebolire la capacità competitiva del continente europeo.Per questo la richiesta italiana non dovrebbe essere letta come una messa in discussione del progetto europeo o della disciplina finanziaria comune. Sarebbe una lettura superficiale e sbagliata. Il punto vero è comprendere se l’Europa sia oggi capace di accompagnare le proprie economie in una fase straordinaria della storia globale senza perdere la propria forza produttiva, la propria coesione sociale e la propria centralità industriale.L’energia non è più soltanto una materia economica. È........
