Salario giusto: resta il nodo della certezza del diritto
L’intervento liberale e riformista del Governo Meloni in materia di retribuzione, contenuto nel recente decreto Lavoro e finalizzato a contrastare il lavoro povero e il dumping contrattuale, è certamente apprezzabile nella misura in cui ha valorizzato l’autorità salariale delle parti sociali, da tempo entrata in crisi, in particolare di quelle comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Si tratta, indubbiamente, di una tecnica normativa condivisibile sotto il profilo del metodo, orientata alla giustizia sociale e alla tutela della dignità del lavoratore, poiché abbandona opportunamente il tanto discusso criterio selettivo della “giusta retribuzione”, previsto dalla precedente legge delega, che privilegiava i contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente applicati.
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