Il “Mago di Oz” alle corde: Grillo perché non parli?
La storia politica è stata da sempre piena di “franchi tiratori”, di gente approdata in Parlamento non per servire il Paese ma per cercare di far prevalere i propri interessi contro quelli superiori dello schieramento in cui si milita. Anche se non è una novità, è un fenomeno che indigna sempre.
Ha ragione la presidente Meloni ad averlo liquidato, dopo il recente agguato sulla legge elettorale, con la metafora più calzante di “palude”. Un anatema che non puòe non deve però sfociare in una reazione impulsiva ma ragionata e severa. Stavolta lo scivolone è stato molto grave, anzi peggio, autolesionista, “tafazzista”.
Attuato nel momento che nuoceva di più e feriva il centrodestra, mentre il “campo di Agramante” degli avversari è a pezzi, sta saltando ogni appuntamento pre elettorale per l’assenza di pubblico. Ma soprattutto perché mancano le idee al “Quartetto Fake News” (Schlein, Conte e il resto di niente), ingiro senza programmi, un karaoke di maldicenze.
I franchi tiratori più........
