Decreto bollette, le misure e i bonus contro i rincari: 115 euro di sconto extra alle famiglie fragili
Roma – Il governo, dopo giorni di estenuanti ridefinizioni e trattative interne e non solo, vara il decreto Bollette e lo presenta come una delle misure economiche più rilevanti dell’anno. “Un provvedimento molto significativo che tocca una delle nostre priorità: ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese”, avvisa via social la premier Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei ministri. L’impatto complessivo stimato – incalza - è “nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro tra risparmi e benefici diretti”. Le opposizioni, però, parlano di “pannicello caldo” o di “salasso”, ma il mondo produttivo – da Confindustria a Confcommercio, fino a CNA e Confartigianato – esprime un sostegno significativo, chiedendo ora monitoraggio e confronto con Bruxelles. Certo è che il provvedimento si muove su due binari: sostegno immediato ai nuclei più fragili e interventi strutturali per ridurre il costo dell’energia per il sistema produttivo. Con una scelta politica netta: finanziare parte degli sconti aumentando l’Irap alle imprese energetiche.
Bonus rafforzato: fino a 315 euro per i vulnerabili
Il primo capitolo riguarda le famiglie in maggiore difficoltà. Il bonus elettrico per i nuclei vulnerabili (ISEE fino a 10 mila euro) cresce di 115 euro e si aggiunge ai 200 già previsti: il totale arriva così a 315 euro l’anno per circa 2,7 milioni di famiglie. Un intervento diretto che, nelle intenzioni del governo, consolida la rete di protezione sociale. È il rafforzamento di una misura che il governo considera ormai strutturale.
Sconto volontario delle utility per ISEE fino a 25 mila euro
Per le famiglie con ISEE fino a 25 mila euro escluse dal bonus sociale, il decreto introduce un meccanismo di sconto volontario di almeno 60 euro annui da parte delle aziende energetiche. In cambio, le utility avranno un riconoscimento in termini di visibilità. È una misura che punta a coinvolgere il mercato nella riduzione delle bollette, ampliando la platea dei beneficiari.
Dichiarazione dei redditi 2026, quali sono le novità del 730. Le scadenze da segnare in agenda
Disaccoppiamento energia-gas ed Ets: la partita europea
Cuore politico del provvedimento è il tentativo di “disaccoppiare” il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, sterilizzando il peso delle quote Unione europea Ets sul costo finale. "Una scelta strutturale e coraggiosa”, la qualifica Meloni, che richiederà l’autorizzazione europea. L’obiettivo è evitare che il costo delle emissioni, pensato per penalizzare le fonti fossili, continui a influenzare anche le rinnovabili. Piattaforma pubblica e Ppa: più stabilità per le imprese Il decreto rafforza i contratti di lungo periodo (Ppa) con una piattaforma pubblica che consentirà alle imprese, anche piccole, di aggregarsi per acquistare energia direttamente dai produttori, con la garanzia del GSE e il supporto di SACE. L’obiettivo dichiarato è ridurre la volatilità dei prezzi e dare benefici “duraturi”.
Le nuove regole per i rimborsi spesa: ecco quando è obbligatorio il pagamento tracciabile
Taglio degli oneri e più Irap per le aziende energetiche
Per finanziare la riduzione degli oneri di sistema, il decreto aumenta di 2 punti percentuali l’Irap per le imprese di estrazione, raffinazione e produzione energetica nel triennio 2026-2028. Le risorse – oltre 430 milioni nel 2026 – saranno destinate ad abbattere gli oneri che pesano sulle bollette di oltre 4 milioni di imprese. Prevista anche una «gas release» a prezzo calmierato per le industrie energivore e un intervento sui costi di trasporto del gas per settori come vetro e ceramica.
I numeri del governo e le critiche
Secondo Meloni, un artigiano o piccolo ristoratore potrà risparmiare in media oltre 700 euro l’anno tra luce e gas; per le Pmi medio-grandi il beneficio sale a 19 mila euro, mentre per le imprese gasivore si può arrivare a oltre 220 mila euro sul gas. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin parla di «energia a prezzi più bassi con risparmi effettivi», mentre il ministro delle Imprese Adolfo Urso stima benefici per oltre 4 milioni di imprese. Il mondo produttivo accoglie con favore il provvedimento. Confindustria parla di “misure concrete” e di un passo verso una politica industriale più strutturata, pur chiedendo attenzione agli effetti sul settore energetico e confronto con l’Ue. Positivo anche il giudizio di Confcommercio, che apprezza l’inclusione di tutte le categorie senza distinzioni dimensionali. Apprezzamento anche da CNA e Confartigianato. Di segno opposto le opposizioni: il Pd parla di “pannicello caldo”, mentre Avs denuncia un trasferimento di risorse verso le imprese energetiche.
