La rottura del 1994 e l'eredità di Berlusconi
Nella storia della Repubblica italiana c’è un prima e un dopo. E quel dopo inizia il 24 gennaio 1994 quando un non ancora cinquantenne imprenditore milanese che negli anni precedenti aveva mietuto successi incredibili in diversi campi (immobiliare, televisivo, sportivo), decide di «scendere in campo» e farsi politico. Quella che fino ad allora era stata una attività appannaggio di «professionisti della politica» vedeva ora affacciarsi come protagonista un rappresentante dell’Italia produttiva, un imprenditore che si era fatto da sé, allergico per natura alle liturgie barocche, agli incomprensibili linguaggi gergali, a quella aristocratica autoreferenzialità che era propria del ceto dirigente dominante. Quella del Cavaliere, titolo a cui teneva particolarmente proprio per il suo attaccamento al mondo del lavoro e degli affari, non fu però solo una rottura di stile, linguaggio, modalità comunicative, prassi consolidate.
Malpensa, Marina Berlusconi fa impazzire la sinistra: "Che nome migliore potrebbe avere?"
PRIMO DISCORSO Sin da quel primo discorso, egli ebbe infatti l’ardire di proporre........
