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Trump e Putin si dividono l’Europa

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19.01.2026

Se fra gli appunti del Beato Rosario Livatino, campeggiava l’affermazione secondo cui “non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili”, c’è un motivo.

Ed è che nell’ambito della coesistenza umana, si acquisisce legittimazione ad interloquire non se si coltivi il dono della fede, ma se sia riscontrabile una coerenza fra quello che si predica e quello che si fa in concreto: in altre parole, il solo modo di essere socialmente creduti è – per usare un termine oggi desueto ma insostituibile – quello di “testimoniare” la verità delle proprie affermazioni.

Del resto, la storia abbonda di esempi in proposito: Socrate, Giordano Bruno, Emile Zola, per citarne alcuni. Se di fronte alle condanne ricevute, costoro avessero abdicato, per salvarsi, alle proprie idee, la storia ne avrebbe cancellato il ricordo.   

In questa prospettiva, occorre ammettere come sia impossibile dar credito alle censure che Trump muove in questi giorni nei confronti del regime teocratico iraniano – responsabile di oltre duemila morti e migliaia di feriti e di arresti fra i dimostranti – minacciando addirittura un intervento militare simile a quello già sperimentato in Venezuela.

Infatti, pochi giorni fa Trump........

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