L’eredità non è un debito verso lo Stato
In Francia i socialisti vogliono aumentare le imposte sulle grandi successioni. Il confronto con l’Italia mostra perché una fiscalità meno gravosa può favorire risparmio, investimenti e continuità delle imprese.
La morte di un individuo non dovrebbe offrire allo Stato un’ulteriore occasione per rivendicare una parte dei suoi beni. Una casa, un’azienda o i risparmi accumulati durante la vita non cambiano natura quando vengono lasciati ai figli. Eppure, la successione è spesso presentata come il momento ideale per correggere le differenze patrimoniali. Dietro le aliquote si pone una domanda più radicale: perché trasmettere ciò che si possiede dovrebbe diventare materia di redistribuzione obbligatoria?
Il dibattito francese è eloquente. Come riferisce Julie Ruiz Perez su Le Figaro del 10 ottobre, i deputati socialisti hanno presentato un emendamento al progetto di bilancio per il 2027 che considera il totale delle donazioni e delle eredità ricevute da ciascun beneficiario nell’arco della vita. I primi 500mila euro sarebbero esenti; oltre tale soglia scatterebbero aliquote progressive fino al 50 per cento sulla parte superiore a 1,25 milioni. I promotori stimano oltre cinque miliardi di euro annui di gettito aggiuntivo. L’europarlamentare Raphaël Glucksmann, fondatore di Place Publique, sostiene una diversa proposta sulle grandi eredità, dalla quale prevede........
