Gli anti-tutto: un mondo di affabulatori
Quali sono da decenni le proposte della sinistra italiana per uscire dall’attuale policrisi mondiale? Le grida manzoniane: letteralmente. Che poi hanno un solo prefisso universale: “L’Anti” qualcosa. In primis, l’antifascismo, malgrado che i veri fascisti siamo deceduti o abbiano età da matusalemme, per cui considerare tale chi è nato almeno mezzo secolo dopo il 1922 fa semplicemente sorridere. Ma, prima ancora, si sono perduti 20 anni con l’antiberlusconismo, e oggi si continua sulla stessa linea con l’antimelonismo e, soprattutto, con l’antitrumpismo, al quale si associano le sinistre perdenti e declinanti del resto del mondo. Ideologicamente, un esercito di intellettuali di sinistra di complemento campa proprio su questa merce qua, vedendo in Donald Trump e nella sua compagnia di Cavalieri dell’Apocalisse della Silicon Valley il grande nemico dei popoli democratici d’Occidente. Non la Russia, per carità, che per la prima volta in 80 anni ha risvegliato con la sua guerra di aggressione il guerriero germanico, imponendo a Berlino un riarmo a tutto campo, con la sostituzione dell’industria degli armamenti a quella dell’automotive in piena crisi, a causa della concorrenza cinese. Non la Cina stessa, che invece è a tutti gli effetti il nemico planetario comune da battere. Certo, Xi Jinping non fa la guerra con le truppe corazzate come il suo amico fraterno Vladimir Putin: lui conquista interi continenti con le sue merci (rese concorrenziali grazie a un gigantesco dumping interno) e la sua tecnologia, che riduce a terreni insalubri e avvelenati spazi immensi dell’Africa e dell’America Latina, dove operano i megaconglomerati cinesi dell’estrazione di minerali e di terre rare. Oppure, rende schiavi moderni tutti........
