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Il 7 ottobre lo chiamano resistenza

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01.10.2026

Questa volta i pro-Pal hanno veramente esagerato. Sono pronti a celebrare proprio il 7 ottobre, anniversario del drammatico attacco terroristico di Hamas contro Israele, nel quale furono uccise circa 1.200 persone e oltre 250 furono prese in ostaggio.

Torino per Gaza ha organizzato per quel giorno, al Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino, un incontro dal titolo “Tre anni di genocidio. Tre anni di resistenza”. Sulla locandina c’è anche l’Associazione Palestinesi d’Italia, presieduta da Mohammad Hannoun, in carcere dal 27 dicembre 2025 nell’inchiesta della Dda di Genova sui presunti finanziamenti ad Hamas. La Procura ha chiuso le indagini il 18 settembre. L’Università di Torino non ha autorizzato l’incontro. La rettrice Cristina Prandi ha informato le autorità e ha definito “provocatoria” la scelta della data.

Scegliere il 7 ottobre e chiamare “resistenza” ciò che si vuole discutere quel giorno è una scelta politica precisa. E allora: dove sono le istituzioni di sinistra e dove sono le forze politiche di sinistra di fronte a fatti di questo genere?

Torino per Gaza c’era già l’8 giugno 2024. Circa cinquecento persone partirono da Palazzo Nuovo. Duecento entrarono a Porta Nuova e occuparono i binari. I treni accumularono ritardi fino a ottanta minuti. La Digos individuò 45 manifestanti. Bruciarono una bandiera israeliana. Poco dopo quella degli Stati Uniti. Nel fuoco finì anche la bandiera dell’Unione europea. Dietro Torino per Gaza, scriveva........

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