Il diritto di ricordare senza un “ma”
Tre anni dopo, c’è qualcosa che ancora fatichiamo a dire fino in fondo sul 7 ottobre 2023. Quel giorno non furono semplicemente uccisi dei civili. Non morirono soltanto persone che ebbero la sventura di trovarsi nel posto sbagliato durante un’operazione terroristica. Furono massacrati israeliani e, in grandissima parte, ebrei, all’interno di un attacco che trasformava la loro identità in una ragione per ucciderli. È una distinzione fondamentale.
Hamas e altri gruppi armati penetrarono in Israele, entrarono nei kibbutz e nelle case, assalirono il festival Nova, uccisero circa 1.200 persone e ne rapirono 251. Civili inermi furono assassinati, famiglie distrutte, donne sottoposte a violenze sessuali, uomini, donne, anziani e bambini trascinati come ostaggi nella Striscia di Gaza. Le Nazioni Unite hanno trovato ragionevoli motivi per ritenere che durante gli attacchi si verificarono stupri e stupri di gruppo in più località e informazioni chiare e convincenti che alcuni ostaggi subirono violenze sessuali durante la prigionia. La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’Onu ha inoltre accertato omicidi deliberati di civili, torture,........
