Morire di lavoro non è inevitabile
Cosa può (davvero) fare l’Italia
Ogni morte sul lavoro è una sconfitta dello Stato, del sistema produttivo e della cultura civile di un Paese. Non siamo di fronte a una fatalità, ma a un fallimento strutturale. I dati europei dimostrano che esistono modelli virtuosi capaci di ridurre drasticamente gli infortuni mortali: il punto, dunque, non è “se” sia possibile intervenire, ma “come” farlo in modo sistemico, continuativo e verificabile. I Paesi del nord Europa – in particolare Svezia, Danimarca e Paesi Bassi – mostrano da anni tassi di mortalità sul lavoro significativamente inferiori alla media europea. Non si tratta solo di maggiore ricchezza, ma di un diverso approccio politico e culturale: prevenzione integrata, responsabilità diffusa e controlli realmente efficaci. L’Italia, al contrario, continua a scontare ritardi cronici: frammentazione delle competenze, ispezioni insufficienti, cultura della sicurezza spesso percepita come costo e non come investimento. Per invertire la rotta serve una strategia........
