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Scuole in trincea tra coltelli, odio e paura

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01.04.2026

Ancora un coltello, ancora sangue sulle mattonelle dei corridoi, ancora vite spezzate tra banchi e quaderni. A Scampia un quindicenne cade sotto la lama di un coetaneo nei bagni della scuola, mentre a Bergamo una professoressa scampa per un soffio a un attacco alle spalle. E come se non bastasse, altri ragazzi progettano massacri, copiando stragi lontane, confondendo la morte con un videogioco, l’odio con un’idea di gloria.

Non si tratta più di “episodi isolati”. Le scuole, luoghi che dovrebbero proteggere e far crescere, si trasformano in trincee di paura. La violenza diventa spettacolo, il coltello un giocattolo, l’odio un’ideologia. Giovani che avrebbero dovuto costruire il futuro imparano a demolirlo, e ogni gesto crudele diventa normale. Ogni allarme ignorato rafforza la follia.

Dietro questi atti c’è un vuoto profondo: assenza di valori, di empatia, di responsabilità. Le famiglie spesso non vedono, le comunità restano mute. La rete diventa palestra di violenza, laboratorio di stragi, incubatore di radicalizzazione. E i ragazzi, soli davanti allo........

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