Quella memoria che scuote
Dal dolore delle foibe alle tragedie del presente
Il Giorno del Ricordo non è solo un segno sul calendario. È una voce che ti prende alle spalle e ti costringe a guardare il dolore senza distogliere lo sguardo. Le foibe e l’esodo giuliano-dalmаta non sono semplici pagine di storia: sono case improvvisamente vuote, bagagli abbandonati, bambini che hanno visto sparire tutto ciò che conoscevano. Sono vite spezzate, famiglie divise, sogni cancellati dall’odio e dalla paura.
Tra il 1943 e il 1947, migliaia di persone furono uccise o costrette a fuggire dalle loro terre lungo il confine orientale italiano. Non fu un’esplosione improvvisa di male: fu il risultato di anni in cui odio, disumanizzazione e l’idea che la forza potesse sostituire il diritto erano diventati quotidiani. Questo rende il Giorno del Ricordo estremamente attuale: perché la violenza, quando diventa normale, cresce silenziosa ma costante.
Oggi, le stesse ombre attraversano il mondo. In Ucraina, milioni di persone sono state strappate alle loro case e ai loro affetti. Intere città ridotte a macerie, bambini che imparano a contare le sirene invece dei sogni, famiglie che cercano rifugio dove ancora si può respirare. Anche qui, prima delle bombe, sono arrivate le parole: negazione dell’identità, propaganda che........
