Anziani morti in ambulanza, crescono i sospetti: 20 casi sotto la lente dei pm
Luca Spada, 27 anni, l’autista soccorritore di Meldola è accusato di cinque omicidi volontari
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Forlì, 20 marzo 2026 – La procura lavora a testa bassa. In silenzio. Attenta non solo al compito investigativo ma pure a non lasciare trapelare nemmeno un sibilo oltre cortina sul caso Spadino. Ovvero, Luca Spada, 27 anni, l’autista soccorritore di Meldola accusato di cinque omicidi volontari per altrettanti anziani over ottanta che l’uomo aveva trasportato sull’ambulanza della Croce Rossa del Comitato di Forlimpopoli-Bertinoro.
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Sotto analisi cartelle cliniche precedenti al febbraio 2025
Una squadra speciale dei carabinieri di Forlì specificamente approntata dal capo della procura Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini sta analizzando decine di cartelle cliniche su decessi che si sarebbero verificati anche prima del febbraio 2025, data in cui spirò il primo dei cinque morti direttamente correlati al fascicolo d’inchiesta intestato a Spada. E stando a qualificate fonti investigative le morti sospette finite sotto la lente sarebbero sensibilmente lievitate: una ventina i casi che la task force dell’ufficio requirente di Forlì sta esaminando in modo approfondito.
Spadino è attualmente in libertà
Al momento però non c’è alcun provvedimento di restrizione della libertà contro Spada. Neanche la sospensione dal lavoro. È stata infatti la stessa Croce Rossa a ‘invitare’ Spadino a prendersi una pausa dalla sua mansione, sfruttando il monte ore di permessi di cui può contrattualmente usufruire. Gli inquirenti però sono convinti che un nesso possa eventualmente esserci tra quelle morti e l’attività del 27enne, anche se al momento non è stato individuato alcun movente concreto.
A caccia di tracce di Dna
La prova che le indagini della procura di Forlì stiano procedendo a ritmo incalzante arriva anche dall’analisi di alcuni presidi sanitari presi in esame mercoledì dai Ris di Parma, a caccia di tracce di Dna su alcuni materiali repertati durante un sequestro del dicembre scorso: siringhe, cateteri, un bisturi e alcuni stecchetti abbassalingua. Tutti presidi che Spadino non potrebbe utilizzare, visto il suo ruolo: nella visione accusatoria il 27enne – difeso dall’avvocato Gloria Parigi – avrebbe causato la morte degli anziani praticando iniezioni d’aria per creare l’effetto bolla capace di innescare i malori fatali. Spadino s’è sempre proclamato innocente. Al momento c’è una sola parte offesa, i famigliari di un deceduto, sostenuti dagli avvocati Massimo Mambelli e Max Starni.
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