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Abusi sull’amichetta della figlia. Chiesta una condanna di 7 anni. La denuncia dopo il racconto alla zia

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02.04.2026

Un avvocato durante una discussione in tribunale (. foto di repertorio

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Secondo l’accusa violentò l’amica della figlia, che all’epoca dei fatti, aveva meno di 14 anni. Per questo motivo, ieri mattina, nel tribunale di Ferrara, la pm Isabella Cavallari ha chiesto una condanna di 10 anni e sei mesi, ridotta a 7 anni perché l’imputato ha scelto il rito abbreviato. L’accusa, se dovesse essere confermata dalla sentenza, è tra le più pesanti. Ossia l’aver avuto un rapporto sessuale completo con una ragazzina ancora minorenne. Un’amichetta della figlia, per essere esatti, della quale l’uomo, nel 2023, avrebbe abusato durante una visita della giovanissima nella loro abitazione. Sono questi, in estrema sintesi, i contorni del processo che è proseguito ieri dopo l’esame probatorio. A giudizio per quei fatti c’è un uomo di 38 anni residente in provincia. Nell’udienza di ieri, a porte chiuse, la pm Cavallari ha chiesto una condanna di 7 anni per l’uomo. La ragazzina, sentita nuovamente, durante l’esame probatorio, avrebbe raccontato che oltre all’atto sessuale, sarebbe stata costretta con la forza. L’uomo sarebbe rimasto da solo in casa con lei, perché la figlia e amica della minore, sarebbe uscita di casa. In questo modo, l’uomo avrebbe avuto il tempo di violentare la ragazzina. La nuova e ultima udienza è stata fissata dunque per il 27 novembre. Le accuse. I fatti al centro del processo, come detto, si sarebbero verificati nel 2023. Secondo l’impianto accusatorio formalizzato dalla procura, l’imputato avrebbe costretto la giovane a subite un rapporto sessuale completo nella propria abitazione. Il tutto si sarebbe verificato durante una visita della ragazzina all’amica, figlia del 38enne. A far emergere la vicenda sono state, alcune confidenze della persona offesa a una zia, la quale il 9 aprile 2023 ha sporto denuncia. Da quella segnalazione nacque l’inchiesta che ha visto la lente stringersi sull’attuale imputato, finito sotto accusa per la presunta violenza sessuale. L’uomo è assistito dall’avvocato Giuseppe Incandela; mentre per la parte civile c’è l’avvocato Raffaella Tonti Spadoni. Dopo la discussione di ieri in tribunale, il procedimento si avvia ora alle battute conclusive con la sentenza fissata in maggio. Ad aggravare la situazione del 38enne, sono gli ultimi particolari raccontati dalla minore. A cominciare dal fatto che sarebbe stata costretta con la forza dal padre della compagna di clase. Nei tre racconti della ragazzina, la figura dell’amica appare e scompare. Nel senso che la compagna di scuola l’avrebbe lasciata sola con il padre mentre usciva o andava a prendere un bicchiere d’acqua. Così l’uomo avrebbe avuto il tempo di violentare la minorenne.

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