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Carte d’identità in scadenza. Cisl, mano tesa al Comune: "Soluzione in tre mosse"

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17.03.2026

Ai cittadini col documento cartaceo si aggiungono quelli con la. Cie. in scadenza

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"Se lavoriamo insieme, con l’obiettivo di sbloccare una brutta situazione, potrebbe esserci una soluzione per dare a tutti i richiedenti una carta di identità elettronica (Cie) senza rimbalzarli al 2027". Gennaro Ferrara, leader di Cisl Fp Emilia Centrale, avanza diverse proposte al Comune di Reggio per uscire dall’ingorgo di richieste di Cie che ha travolto l’ufficio anagrafe: "Valutare una task force composta dagli operatori già in servizio sulle Cie e da colleghi che vorranno rendersi disponibili fino alla soluzione della crisi – spiega –. Orari più estesi per il pubblico e un progetto di produttività per remunerare chi si rende disponibile".

La questione delle Cie si è fatta annosa dal momento che il Ministero dell’Interno ha fissato la scadenza del 3 agosto come termine ultimo per dismettere la carta d’identità cartacea e passare a quella elettronica. A partire già dal giorno seguente, quella cartacea sarà invalidata e del tutto inutilizzabile. Questo significa, per il Comune di Reggio, avere a oggi circa 14mila persone che devono ottenere la Cie… Senza sufficienti posti in agenda, ovviamente.

Da che i primi appuntamenti disponibili andavano a dicembre di quest’anno, a ben vedere sul sito istituzionale non ci sono più nemmeno quelli. Sempre a ben vedere, d’altra parte, altre realtà si sono mosse prima in termini di comunicazione ai cittadini. Il Comune di Fidenza, per fare un esempio, ha veicolato l’arrivo di questa disposizione già ad agosto 2025; senza contare che la circolare ministeriale inviata ai Comuni è datata 13 ottobre 2025.

Ciò detto, il tempo stringe: "I dipendenti dell’anagrafe stanno facendo un lavoro straordinario – dice Ferrara –. In dieci-dodici reggono una pressione enorme, proviamo insieme ad aiutarli". Come? In tre mosse.

La prima: "Creare una task force cercando disponibilità di dipendenti comunali da affiancare ai colleghi dell’anagrafe – spiega –. La formazione per operare sulle postazioni ministeriali è rapida: poche ore di videocorso sul portale del Ministero e il dipendente è operativo". Il nodo tecnico è la Sco, Smart Card Operatore: una tessera nominativa e personale che abilita ogni operatore a firmare digitalmente le pratiche. "Con una richiesta motivata e urgente avanzata al Ministero, il Comune potrebbe avere le nuove Sco in modo abbastanza rapido". dice però Ferrara.

La seconda mossa: "Moltiplicare giorni e orari di apertura agli utenti per evadere le richieste".

La terza: "Il riconoscimento economico. Chi lavora in più deve essere pagato di più – rimarca Ferrara –. Data l’emergenza, la leva potrebbe essere quella del Fondo per la Contrattazione Decentrata Integrativa, per finanziare un progetto speciale di produttività. Per attivarla servono un accordo sindacale e una delibera di giunta. Di norma sarebbe un percorso di confronto lungo alcuni mesi, ma siamo pronti a sederci subito al tavolo per un accordo stralcio, da far rientrare nei fondi contrattuali".

In un’emergenza si può accelerare, considera il sindacalista, ma a patto che "tutti i lavoratori chiamati a uno sforzo ulteriore abbiano un riconoscimento adeguato", conclude.

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