Da un solo rene nasce una catena di trapianti: il modello di Padova che fa scuola nel mondo
Un rene da donatore deceduto per avviare una catena di trapianti tra pazienti e donatori viventi incompatibili, aumentando così le possibilità di trovare un organo compatibile anche per chi è più difficile da trapiantare. È l’intuizione alla base del programma italiano DEC-K (Deceased Donor Initiated Kidney Paired Exchange), nato a Padova e ora al centro di uno studio pubblicato sull’American Journal of Transplantation, prestigiosa rivista internazionale del settore.
Il lavoro presenta i risultati dei primi sei anni del programma e documenta per la prima volta a livello internazionale gli esiti a lungo termine di un modello nazionale di kidney paired donation avviato da un donatore deceduto.
Il protocollo è nato da un’idea della professoressa Lucrezia Furian, direttrice dell’UOC Chirurgia dei Trapianti di Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedale Università Padova. Il progetto è stato sviluppato inizialmente all’interno del Centro Trapianti di Padova e successivamente esteso a livello nazionale grazie alla collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti e con numerosi altri centri italiani.
Il meccanismo è........
