Città senza anima: omologazione urbana e perdita del genius loci
Le città tendono a configurarsi come sistemi caratterizzati da una crescente omogeneizzazione di forme, strutture e simboli. Non è fatto inedito: dinamiche simili si sono ripetute nei secoli. Gli scavi delle città antiche mostrano infatti una sostanziale fedeltà a determinati canoni etici ed estetici.
L’espansione urbana contemporanea ha prodotto megalopoli estese, spesso prive di autentici luoghi di incontro, se non quelli legati a spazi finanziari e commerciali, insieme a infrastrutture logistiche orientate ad accelerare produzione e consumo. Ne deriva un ambiente in cui le relazioni sociali si rarefanno e si approfondisce la separazione tra sfera domestica e dimensione comunitaria, quella frattura tra oikos ed ecclesia richiamata più volte da Cornelius Castoriadis. In alcuni casi, questo processo si spinge fino al parossismo con la formazione di quartieri o città privatizzati, regolati da dispositivi digitali, codici di accesso e sistemi di controllo: le cosiddette “gated community”, quartieri chiusi e sorvegliati, accessibili solo ai residenti.
Anche sul piano estetico le città tendono a convergere verso un linguaggio architettonico........
