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I narcos rispondono con blocchi stradali e incendi all'uccisione del Mencho

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23.02.2026

Quanto accaduto dopo il blitz che ha portato all'eliminazione del leader del Cartel de Jalisco Nueva Generación dimostra che, nonostante la perdita del capo, la struttura operativa del cartello è rimasta intatta

Lo chiamavano “El Mencho”: termine che in italiano si può rendere come “il buzzurro” o “il cafone”. Era l’uomo che aveva riempito gli Stati Uniti di fentanyl. È stato ucciso ieri dall’esercito messicano, in una operazione che ha avuto un fondamentale sostegno di intelligence da parte degli Stati Uniti. Si chiamava Nemesio Oseguera Cervantes, era il leader del Cartel de Jalisco Nueva Generación (Cjng). Considerato il narcotrafficante più pericoloso del mondo, attivo da una trentina di anni, con migliaia di morti sulla coscienza, la Dea aveva offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari per informazioni che portassero alla sua cattura. A 59 anni, l'uomo che aveva costruito la più potente rete criminale organizzata del Messico è morto mentre veniva trasportato in elicottero nella capitale, dopo essere stato gravemente ferito.

L'operazione è stata condotta dalle forze speciali dell'esercito messicano a Tapalpa, un comune montuoso di Jalisco e uno dei nascondigli strategici del Cjng. Hanno partecipato velivoli dell'Aeronautica Militare, della Forza di........

© Il Foglio