Senza saper fare il lusso perde legittimazione
Senza artigiani non c’è Made in Italy: difendere e rinnovare l’artigianato significa difendere l’anima stessa della moda italiana
C’è un’Italia che non fa rumore, ma fa la differenza. È l’Italia delle imprese artigiane che ogni giorno tengono in piedi la filiera della moda - dall’abbigliamento alla pelletteria, dall’oreficeria all’occhialeria - una delle colonne portanti del nostro sistema produttivo. Parliamo di quarantamila aziende, la metà del settore, per un totale di 460mila addetti. Pur vivendo una fase complessa a causa dei cambiamenti nei consumi e della concorrenza dei prodotti a basso costo provenienti dall’estero, gli artigiani della moda made in Italy conservano un patrimonio di competenze, manualità e credibilità unico al mondo. Eppure, non possono, non possiamo, possiamo vivere di rendita. La narrazione globale del lusso si sta trasformando. Nuovi Paesi avanzano: Cina, Turchia, Romania, Spagna, Portogallo. E investono in tecnologia e in reputazione. Noi italiani dobbiamo recuperare terreno proprio sul fronte della rilevanza narrativa di ciò che sappiamo fare. Il lusso non è più solo ostentazione. È identità, esperienza, autenticità. Le nuove generazioni – Millennials e Gen Z – cercano prodotti che raccontino una storia, che incarnino valori. E qui l’artigianato italiano ha una forza straordinaria: è autenticità per definizione. Quando nominiamo maison come Valentino o Giorgio Armani, celebriamo grandi marchi globali. Ma a che cosa ci........
