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Dalla memoria di Kerbala al presente del medio oriente

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24.03.2026

Il sacrificio dell’Husayn ibn Ali vive ancora nell’identità dei duecento milioni di sciiti e nel modo in cui l’Iran guarda al presente: una religione del martirio che continua a parlare alla politica

Siegmund Ginzberg ha spiegato di nuovo, sabato (“La dittatura del martirio”) che cosa sia la Shi’a e quale posto decisivo continui a tenervi il ricordo e la commemorazione – come se fosse avvenuto il giorno prima – del martirio dell’imam Hussein a Kerbala, nel giorno di Ashura dell’anno 680, 48 anni dopo la morte del Profeta dell’islam. E ha avvertito del calco della figura di Hussein su quella di Gesù, come delle processioni di flagellanti dell’Ashura sulle Passioni cristiane. Hussein è l’erede di Mohammad, figlio della sua figlia prediletta, Fatima, che ne continua la strenua combattività ma con la vocazione al sacrificio di sé. Così........

© Il Foglio