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Come cambiare senza smettere di essere San Marino: il Titano davanti al domani

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31.08.2026

31 Agosto 2026, 11:16

Dall’alto delle tre rocche il futuro di San Marino, in certe giornate limpide, sembra quasi già visibile.La Riviera Adriatica si allunga all’orizzonte, Rimini appare vicinissima, le strade corrono verso l’Italia e il mondo moderno sembra lì, a pochi chilometri di distanza. Eppure San Marino continua a vivere dentro un paradosso antico: abbastanza piccola da temere ogni cambiamento, abbastanza intelligente da sapere che senza cambiare rischierebbe di diventare soltanto una bella fotografia della propria storia.Al termine di questo nostro reportage abbiamo scoperto che la vera domanda che attraversa oggi il Titano non riguarda il passato.

Quello, semmai, è blindato. Riguarda il domani.Come si sopravvive da micro-Stato nel XXI secolo senza smettere di essere un micro-Stato?Perché la Repubblica più antica del mondo sa benissimo una cosa: non può vivere soltanto di memoria, di francobolli, di monete celebrative, di torri medievali e del fascino di oltre 1700 anni di storia e di una secolare tradizione di indipendenza.Negli ultimi vent’anni San Marino ha già cambiato pelle più di una volta.Ha cercato di lasciarsi alle spalle la lunga stagione delle polemiche legate alla finanza opaca e al cliché, spesso semplicistico, di paradiso fiscale. Ha investito nel turismo, nella manifattura specializzata, nella tecnologia, nei servizi avanzati, nella logistica e perfino nella propria immagine internazionale.Oggi il Titano resta un piccolo Paese manifatturiero sorprendentemente vitale, con oltre 5.300 imprese attive, una forte presenza di piccole e medie aziende equasi 9 mila lavoratori frontalieri che ogni giorno salgono dall’Italia per lavorare nella Repubblica.Una realtà economica molto più concreta e industriale di quanto spesso si immagini guardandola soltanto da turista.Eppure il vero bivio sembra........

© Il Corriere dell'Umbria