Politica estera, il Campo largo rinnega la Dc.
C’è un aspetto che emerge in tutta la sua gravità nella estemporaneità degli attuali schieramenti politici, peraltro maggioritari, nel declinare il progetto di una politica estera seria, credibile, affidabile e coerente. Una contraddizione che emerge soprattutto nell’attuale sinistra italiana, ormai caratterizzata e dominata dall’impianto - mai rinnegato - del populismo di marca grillina e dall’estremismo dei vari Fratoianni/Bonelli/Salis. Con un silenzio, non si sa se compiaciuto o complice, di quello che dovrebbe essere l’ultimo prodotto della storica filiera Pci/Pds/Ds, ovvero il Pd a guida Schlein. E questo perchè quando, oggi, si parla di politica estera assistiamo ad una serie di atti che non soltanto mettono in discussione la tradizionale visione del nostro paese ma, soprattutto, introducono delle varianti che sono addirittura rischiose e pericolose per la stessa tenuta democratica. Mi riferisco, nello specifico, ai cavilli messi in campo dal capo indiscusso del populismo demagogico e qualunquista nel nostro paese, cioè il leader dei 5 stelle Conte. Cioè di un........
