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Strage di Castel d’Azzano, il luogotenente Piffari fu estratto vivo dalle macerie

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21.09.2026

Marco Piffari, il luogotenente dei carabinieri a cui venne affidato il comando della Sos di Mestre durante il blitz nel casolare di Castel d’Azzano fatto saltare in aria dai fratelli Ramponi, provocando la morte dello stesso Piffari e di altri due suoi colleghi Valerio Dal Prà e Davide Bernardello; quando venne estratto dalle macerie sarebbe stato ancora vivo.

La circostanza sarebbe stata riferita, nel corso dell’indagine che la Procura generale di Venezia sta portando avanti parallelamente a quella aperta dalla procura di Verona, da un assistente della polizia che si trovava accanto alle macerie del muro del casolare fatto esplodere.

Piffari venne immediatamente trasportato in ambulanza dove, alle 4.40 del 14 ottobre dello scorso anno, spirò. Ma non sarebbe l’unica “anomalia” emersa dal secondo filone di inchiesta - per cui tre ufficiali dell’Arma sono accusati di negligenze nell’organizzazione e gestione del blitz - poiché lo stesso Piffari, a cui venne affidato il comando della Sos, nell’ordine di........

© Corriere delle Alpi