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Shock energetico, non basta la pace per superarlo

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10.07.2026

Secondo la BCE, come si legge nelle minute della riunione di giugno 2026 quando è stato deciso un rialzo dei tassi dello 0.25%: “Una risoluzione duratura del conflitto in Medio Oriente non significherebbe necessariamente la fine dello shock energetico.

Ciò in quanto ci vorrebbe del tempo affinché le forniture energetiche tornassero alla normalità o a un nuovo equilibrio, e anche le scorte dovrebbero essere ricostituite a un certo punto, il che potrebbe esercitare una pressione al rialzo sui prezzi dell’energia per un periodo prolungato. Per quanto riguarda l’attività economica, i dati in arrivo sono nel complesso, considerati come una conferma del fatto che lo shock energetico stesse avendo implicazioni per la crescita maggiori di quanto previsto in precedenza. In particolare, la guerra in Medio Oriente sta pesando sull’attività e sulla fiducia, e le indagini indicano un rallentamento, soprattutto nei servizi”.

In generale, è stato rilevato che “l’aumento dei prezzi dell’energia legato alla guerra stava agendo come uno shock negativo sull’offerta sempre più persistente, esercitando una pressione al rialzo sull’inflazione e una pressione al ribasso sulla crescita economica. In questo contesto, i rischi per la crescita economica sono orientati al ribasso, specialmente nel settore dei servizi, con il rischio di carenze e gravi interruzioni della catena........

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