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Perché Trump e l’Iran sono arrivati al cessate il fuoco
Il risultato finale dell’ennesimo ultimatum di Donald Trump è un cessate il fuoco di due settimane e l’apertura di autentici negoziati fra le parti. Il sollievo è generale, e non riguarda solo il prezzo del petrolio, che è immediatamente sceso del 15 per cento. Se le centrali elettriche iraniane non sono state ancora attaccate, come il presidente aveva annunciato, è per almeno due ragioni. Se l’Iran ha accettato di riaprire lo stretto di Hormuz è per una terza ragione.
La prima ragione che ha spinto Trump alla moderazione riguarda specificamente il contenuto della sua minaccia e le probabili conseguenze della sua messa in atto: se davvero americani e israeliani da ieri notte si fossero accaniti sistematicamente contro le centrali elettriche e altre infrastrutture civili iraniane, i Guardiani della rivoluzione avrebbero reagito con rappresaglie contro le infrastrutture dell’industria oil & gas e gli impianti di dissalazione dell’acqua dei paesi arabi del Golfo tali da causare un’emergenza umanitaria di vaste proporzioni e la paralisi del commercio mondiale di idrocarburi. Nonostante le migliaia di obiettivi colpiti da americani e israeliani in Iran, i pasdaran dispongono ancora di una quantità sufficiente di missili e di droni per seminare il caos nei paesi della regione e mandare in recessione l’economia mondiale. Si può presumere dunque che quello di Trump sia stato un bluff ben riuscito: non avrebbe davvero fatto quello che aveva annunciato di stare per fare, ed ha ottenuto quello che voleva,........
