menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Alla fine dei giochi ricomincia Milano

10 0
13.04.2026

L’Italia del buon lavoro

Newsletter e rubriche

Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico

Cristiani perseguitati

Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia

Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione

Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica

Cambiamenti climatici

Transizione ecologica

Transizione energetica

Scuola Educazione Parità scolastica

Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto

Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione

Società Intelligenza artificiale Pensiero woke

Intelligenza artificiale

Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole

La preghiera del mattino

Il Deserto dei Tartari

Tentar (un giudizio) non nuoce

Libri in povere parole

Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025

Sfoglia Tempi digitale

Home » Interni » Alla fine dei giochi ricomincia Milano

Alla fine dei giochi ricomincia Milano

Ci sono tre cose che mi hanno quasi ucciso. La prima è l’abitudine: una strada percorsa quasi ogni giorno per vent’anni, fino a non vederla più. La seconda è il senso di onnipotenza: in quei giorni ero a mille, le cose andavano bene, mi sentivo invincibile. La terza è la velocità: andavo troppo forte per potermi fermare in tempo. Messi insieme, questi tre ingredienti producono un solo risultato possibile: la morte. A me è andata bene. Mi sono svegliato dopo 25 giorni di coma farmacologico, a causa di un gravissimo incidente motociclistico, e ho avuto il tempo – molto tempo, nei giorni e nelle notti in cui capivo che la mia vita era definitivamente cambiata – di analizzare con lucidità cosa era successo. Non per autocommiserazione, ma perché capire le cause è l’unico modo per non ripetere gli errori. Lo scrivo qui perché penso che quelle tre cause valgano come monito anche per le città. Le città sono organismi viventi: crescono, si ammalano, possono rantolare. E Milano, in questi anni, ...

Milano non sta sulla carta

Quanta poca logica nella difesa del “dissenso” di Askatasuna

Milano ha i margini per investire sull’inclusione

C’è una “casa” in ogni stazione

Iscriviti alla newsletter

Dichiarazione di accessibilità

Sfoglia Tempi digitale

Abbonati con carta di credito

Abbonati con bonifico/bollettino

Regala un abbonamento full

Regala un abbonamento digitale


© Tempi