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A sinistra, autori sempre in cerca di personaggi

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In principio furono le sardine. Ve le ricordate? Le piazze piene, lo stare “stretti stretti”, il civismo incontaminato, la distanza dai partiti e dai loro giochi. Poi è arrivato Mattia Santori: dalla piazza al palazzo è stato un attimo, ovviamente col Pd. Della rivoluzione civica si sono perse le tracce.

Del consigliere abbiamo un recapito istituzionale. La storia racconta un vizio ormai consolidato: la sinistra cerca continuamente un personaggio che le risparmi la fatica di costruire una proposta. Qualcuno da esibire, applaudire, candidare. Il programma arriverà. Intanto, facciamo la locandina.

Con Soumahoro l’allestimento era perfetto: il difensore dei braccianti, gli stivali, il riscatto degli ultimi. Sembrava che bastasse portarlo in Parlamento per aver risolto lo sfruttamento nelle campagne. Poi sono arrivate le inchieste sulle cooperative gestite dai familiari e il capolavoro del marketing politico si è trasformato in un imbarazzo da gestire. Prima tutti in fotografia. Dopo, tutti fuori campo. Per scegliere una classe dirigente ci vuole occhio: loro avevano scambiato un paio di stivali per un........

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