Un anno senza vertice: il Tribunale ancora attende
Tra qualche giorno farà un anno esatto che Elisabetta Garzo lasciò, per raggiunti limiti d’età, come usa dire, la presidenza del Tribunale di Napoli. Da tutti riconosciuta eccellente guida della frontiera giudiziaria partenopea, non andò via per uno scherzo della sorte, bensì semplicemente per il compimento del settantesimo anno d’età.
Dunque, evento alquanto prevedibile, almeno come è lo scorrere delle pagine d’un calendario. A tutt’oggi, mentre scriviamo, ancora deve assumere le funzioni il nuovo presidente: possiamo consolarci, perché si sa chi dovrà esserlo, salvo colpi di mano dell’ultim’ora altamente improbabili.
Ma un anno è trascorso da quell’evento ed ancora s’è nell’attesa, con numerosi avvicendamenti transitori alla guida d’uno dei più importanti palazzi di giustizia del Paese. Cosa significa tutto ciò? Perché un’attività di amministrazione così ordinaria, come il succedersi di magistrati negli uffici giudiziari, è in tal malo modo disimpegnata dall’organo che dovrebbe provvedervi?
Perché il vertice d’istituzioni con compiti delicati e da sempre a rischio di grandi sofferenze sul piano organizzativo e funzionale viene lasciato vacante per così tanto tempo? Non c’è alcun valido motivo perché questo accada, vale a dire che non ci sono ragioni legate all’esercizio fisiologico della funzione da parte del Consiglio superiore della magistratura perché questo accada.
C’è un vizio dell’attività amministrativa che i giuristi hanno definito sviamento di potere. Esso si verifica quando l’atto di amministrazione pubblica – nel nostro caso, la nomina del........
